Le isole Eolie - Stromboli


 

 

 

I turisti che visitano le isole Eolie rimangono affascinati e attratti dagli straordinari scenari naturali e dalle tracce ancora visibili di millenni di storia.
(le prime tracce di insediamenti risalgono al IV millennio a.C.)
Molti viaggiatori, atterrati all’aeroporto di Catania, fanno spesso sosta nel mio B&B, dove rimangono un paio di notti, per visitare Catania e l’Etna. Poi proseguono in bus per Milazzo, dove con un traghetto della “Siremar” o della “Usticalines” raggiungono Vulcano,  la prima delle isole Eolie, in appena 45 minuti di navigazione.
Da Catania è possibile raggiungere Vulcano in escursione anche in un solo giorno. In auto dista 130 Km fino a Milazzo e ci si impiega circa 1.30 minuti percorrendo l’autostrada A18 fino a Messina e poi l’A19 Messina/Palermo fino a Milazzo dove ci si imbarca per Vulcano e per le altre isole. Milazzo è raggiungibile anche in bus con partenza dal piazzale della stazione centrale.
Da Giugno a Settembre, da Messina, vi è un traghetto per Stromboli che parte alle h. 7,50 ed impiega circa 2 ore.
 
L’energia di questo arcipelago vulcanico sta nelle rocce nere, frastagliate, nel blu cobalto del mare e nella nera terra di spiagge e fondali marini. Io lo so bene, perché stregato da questi scogli e da questo mare, finisco per tornarci sempre. Stromboli è la mia preferita delle sette isole Eolie. Quest’isoletta, di rara bellezza, mi stregò fin dalla prima volta che vi misi piede.
L’isola è al buio e l’unica luce che illumina le vie è quella dei negozi, dei ristoranti e dei patii illuminati delle case private. E’ consigliabile portare con sé la sera una torcia. Il cielo, nel buio dell’isola, appare costellato di stelle che vi sembreranno più luminose del solito e così vicine da poterle toccare con un dito.
Gli abitanti, che vivono costantemente sull’isola, sono circa 400 ma da Aprile a Settembre diventano molti di più. Sull’isola non sono ammesse automobili e gli unici veicoli che circolano sono ciclomotori e motoape che servono da taxi e trasporto bagagli.
 
Al molo o alla spiaggia di Ficogrande , venditori di escursioni vi proporranno un giro in barca attorno all’isola. Non esitate a farlo, sarà un’esperienza unica.
In barca vi porteranno a vedere la “Sciara del fuoco” e mentre il Vulcano sbuffa lava incandescente che rotola giù fino al mare tra spruzzi e crepitii, tuffatevi dalla barca nell’acqua limpida e calda, naturalmente a debita distanza dalla lava.
Una sosta verrà effettuata nell’isolotto di Strombolicchio. Fate ancora un bagno ristoratore tra gli scogli e poi salite fino al faro a vedere dal mare lo Stromboli. Poi Ginostra, dall’altra parte dell’isola, raggiungibile solo in barca merita la vostra attenzione. L’attracco ad un piccolo porto naturale permette l’ingresso ad una barca per volta. Dal porto una scalinata vi condurrà all’abitato costituito da poche case, dalla chiesa di San Vincenzo, da un ristorante e nient’altro se non il silenzio del luogo che sembra quasi dimenticato.
 
Sull’isola ho trovato che il luogo più affascinante per prendere il bagno è “Piscità”. Si può raggiungere con una gradevole passeggiata, dalla via che parte dalla piazzetta centrale, attraverso la chiesa di San Bartolomeo. Lungo la via sì incontra una libreria con parecchi testi sull’isola e punto internet. Ci si può sedere all’ingresso, leggendo qualche libro messo a disposizione e rinfrescarsi con qualche bevanda. La via continua fino alla fine del borgo e, quando finiscono le case tutte bianche in stile eoliano ed anche la stradina finisce per lasciare posto ad un sentiero che si inerpica per il Vulcano, a destra la spiaggia e il mare di Piscità. La spiaggia è di sabbia nera e di sassi, tra un mare azzurro tendente al blu scuro e un’ampia ed alta scogliera levigata dal vento. Ci si può rimanere fino a tardi, a vedere tramontare il sole dentro il mare.
 
La piazzetta principale, sul punto più alto accessibile dell’isola, è dominata dalla chiesa di San Vincenzo e a sua volta domina il piccolo porto sottostante ed il mare a perdita d’occhio. La via che scende fino al porto è piena di negozi, che vendono vari oggetti, da magliette con su stampato il geco, simbolo dell’isola, a ceramiche ad oggetti di lava. Il ritmo dell’isola è lento, silenzioso, tranquillo i pensieri volano ci si è dimenticato di tutto.
 
Parecchi ristoranti con terrazze affacciate sul mare o con la vista verso il vulcano o a pochi passi dal mare offrono menù a base di pesce. Specialità dell’isola sono gli spaghetti stromboliani a base di pomodoro fresco, finocchietto selvatico, aglio, alici e pan grattato e non si può non gustare gli spiedini di pesce spada alla griglia con uva passa, pinoli e pan grattato.
 
Per un’escursione sul vulcano è consigliabile una guida professionista che vi accompagnerà oltre i 400 metri di altezza, attrezzatevi con scarpe da trekking e giacca a vento, che sono possibili noleggiare anche sull’isola.
 

La sera, da “Punta Labronzo”, dove si trova anche un bar/ristorante, si può assistere a spettacolari esplosioni. Dalla sommità del vulcano magma incandescente eruttato nel buio della notte ricade lungo le pareti simile a stelle filanti.